Il design e l'alterità​

Il design si è spesso occupato di alterità e ne ha affrontato, anche implicitamente, temi e problemi, specie in progetti che riguardano i contesti della convivenza sociale e della qualità della vita. Tuttavia, è possibile elaborare una visione d’insieme che le discipline del design possono ricavare da quanto è stato studiato e dibattuto in altri ambiti, dalla filosofia all’antropologia, dall’estetica alla teoria letteraria, dai Cultural Studies all’etologia.

La “questione dell’alterità” è presente nella storia del pensiero fin dai Dialoghi di Platone e ha interessato diversi ambiti disciplinari. Si è però imposta dal momento in cui la cultura europea ha iniziato a scoprire la realtà di altre culture, in genere quelle dei territori colonizzati a seguito delle conquiste geografiche. Oggi diversi ambiti scientifici fanno riferimento a questo concetto basilare, luogo privilegiato per ogni processo di scoperta e di emancipazione; oltre che ineliminabile polo dialettico nella costruzione delle identità, individuali e collettive.

Negli ultimi decenni, alcuni processi di trasformazione sociale e culturale (fra cui: flussi migratori, tecnologie di comunicazione, globalizzazione, conflittualità territoriali, aumento dell’incidenza delle malattie neurodegenerative) hanno riproposto il tema dell’alterità. Queste trasformazioni mettono in vario modo in discussione diverse “certezze” nei modi di pensare le relazioni umane e sociali, specie nel campo delle diversità etniche, sessuali, geografiche, ecc.

Da questione prettamente filosofica, l’alterità è così diventata una questione etica e politica, che investe le forme della socialità e la cura delle marginalità e delle fragilità, la messa in crisi dell’etnocentrismo e il dialogo interculturale, l’emergere di nuove istanze di emancipazione e di forme di aggregazione dal basso. Inoltre, sia l’emergenza ambientale sia lo sviluppo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale mettono in crisi la visione antropocentrica e fanno emergere anche una alterità “non-umana” e “post-umana”. Ciò spinge la cultura progettuale a rivedere il sistema di relazioni fra umano e non-umano nel suo complesso.

Anche per il design la scoperta dell’alterità può essere intesa come il passaggio cognitivo necessario per superare limiti o blocchi culturali delle nostre assodate visioni del mondo, aprendo per le discipline del progetto nuovi campi di possibilità.

Tre sono le principali sfide e domande che la ricerca pone alle discipline del design:

  1. È necessaria una maggiore consapevolezza del perimetro dell’alterità: chi è l’altro? perché e come ciò che è altro viene percepito come diverso o estraneo?
  2. Occorre essere in grado di fornire una risposta alla domanda: per quale ragione è necessario che la cultura del progetto esplori le alterità sociali e culturali ed entri in dialogo con esse?
  3. E infine: quali strumenti d’analisi e di metodo propri del design sono necessari per sondare le diverse alterità, per riuscire a rendere efficiente il dialogo interculturale e con il non-umano?

Le riflessioni sull’alterità finora hanno investito poco – almeno esplicitamente e con piena cognizione di causa – i campi del design. Implicitamente, invece, specie nel campo del design per l’innovazione sociale, i temi dell’alterità emergono ogni qual volta nella progettazione irrompono temi socio-culturali legati alla fragilità sociale, alle inadeguatezze dei sistemi di servizio, alle difficoltà di affrontare malattie fisiche e mentali, al ripensamento delle figure delle identità di genere, alle marginalità territoriali, nonché all’ancora difficile confronto transculturale.

Nell’ambito degli studi filosofici e delle scienze umane il tema dell’alterità è però sempre più emergente. Ne sono testimonianza una vasta produzione scientifica, editoriale e convegnistica – dalla filosofia all’antropologia, dall’estetica alla teoria letteraria, dai Cultural Studies all’etologia –, di cui si dà solo una limitata panoramica qui di seguito.

Fra i più importanti studi filosofici si segnalano le opere di Emmanuel Lévinas, Paul Ricoeur, Byung-chul Han, Jean Baudrillard, Augusto Ponzio, François Jullien, Stuart Hall, ecc. Fra gli studi antropologici e scientifico-umanistici sono fondamentali le opere di Francesco Remotti, Ugo Fabietti, Marc Augé, Roberto Marchesini, Ryszard Kapuściński, Cvetan Todorov, Fernando Ortiz Fernández, Wolfgang Welsch, ecc.

Questa ricerca si propone quindi di esplorare la nozione di alterità e di portarla all’interno della cultura progettuale. Non si tratta di “inseguire” i grandi temi posti dalla filosofia, quanto di individuare le vie per renderli operativi nell’ambito della vita sociale attraverso la peculiarità della cultura progettuale. In modo più specifico, il progetto intende sviluppare un percorso di ricerca sull’emergere delle alterità fra le culture e all’interno di una stessa cultura, a partire da tre obiettivi principali: (1) contribuire, con le specificità proprie delle discipline del design, al superamento del retaggio etnocentrico e antropocentrico; (2) invertire ogni tendenza all’omologazione di contenuti e valori ambiguamente “identitari” o “universali”; (3) definire metodologie progettuali e sperimentali per la messa a punto di strumenti dialogici per le pratiche di design e alterità.

Alle questioni legate all’alterità, anche in relazione all’identità, sono state dedicate diverse iniziative convegnistiche e seminariali. Fra queste si segnalano:

  • Le frontiere dell’alterità. Immagini del prossimo, dell’estraneo, dell’esotico. Convegno internazionale di studi, Iulm, Milano (22-24 febbraio 2007) [web];
  • Il diverso, il nemico, l’altro. Figure dell’alterità nelle letterature scandinave. X Convegno italiano di Studi scandinavi (9-11 novembre 2017) [web];
  • Forme dell’identità. XXIV convegno della Società di Filosofia del Linguaggio (24-26 gennaio 2018) [web];
  • ‘Multiperspectivalness in Narratives’, Lezione di Mauri Kaipainen in occasione del workshop ‘Enactive Mind in Design’, Scuola del Design, Politecnico di Milano (19 febbraio 2019) [web];
  • La persistenza dell’altro. La singolarità dell’altro fuori dall’appartenenza identitaria. Seminario internazionale su Michail Bachtin all’Università del Salento (28 e 29 marzo 2019) [web];
  • Le conferenze dell’Othering & Belonging Institute dell’University of California di Berkeley (nel 2015, 2017 e 2019) [web];
  • El otro, el mismo. Figures and Discourses of Otherness. XVIII Congresso promosso dall’Associazione Spagnola di Semiotica tenutosi a Bilbao (13-15 novembre 2019) [web].
  • Erasmus+ | IO2. New Modes of Learning and Teaching: Learning Inclusion in Action. Partner: The University of Sheffield; Architecture sans Frontières (UK), Politecnico di Milano; Housing Europe; KU Leuven [web].

Il progetto di ricerca prevede differenti attività da svilupparsi secondo un percorso di indagine transdisciplinare. Questo percorso vedrà coinvolti direttamente i partecipanti al progetto ma si avvarrà anche della cooperazione di partner esterni.

Le attività saranno svolte tenendo conto di un “filo rosso” che possiamo rappresentare attraverso quattro termini: engagement, responsabilità, cura, dialogo.

Si prevedono due tipi fondamentali di attività: (1) interne, (2) esterne. Ambedue le attività saranno a loro volta declinate in attività differenziate.

Attività interne

  • Avvio di una fase preliminare per un confronto fra i componenti il gruppo di ricerca. Scopo di questa fase è in primo luogo far emergere attività di ricerca e sperimentazioni già in atto che implicitamente sono orientate in una prospettiva di relazione con diversi tipi di alterità, per costituire una mappa interna al dipartimento. In questa fase le diverse esperienze saranno messe a confronto e in dialogo per individuare sia gli aspetti in comune sia i possibili reciproci arricchimenti che emergeranno dal confronto.
    Questa prima fase sarà svolta attraverso uno o due Workshop aperti, che si concluderanno (a) con la definizione di una mappa delle attività e (b) con un elenco degli approfondimenti metodologici richiesti e/o necessari.
  • Una fase intermedia che prevede sessioni di ricerca ristrette e finalizzate a singoli obiettivi relativi all’ideazione di strumenti metodologici per affrontare progettualmente l’alterità.
    Obiettivo di questa fase intermedia è l’individuazione di strumenti per (i) l’esplorazione, (ii) la comprensione, (iii) l’elaborazione progettuale intorno alle alterità sociali e culturali emergenti.
  • Una fase conclusiva, da realizzarsi nuovamente attraverso un Workshop, come momento di verifica e analisi di quanto è stato acquisito ed elaborato durante la ricerca, in considerazione del punto 1.2 e delle attività esterne (vedi sotto).

Attività esterne

  • Le attività esterne saranno svolte in collaborazione con cheFare, Agenzia di trasformazione culturale (https://www.che-fare.com/) che da qualche anno opera per la promozione di progetti di innovazione sociale e culturale. Con l’agenzia cheFare verranno organizzati quattro-cinque incontri con esperti di diverse discipline e campi inerenti il tema dell’alterità: rappresentanti di associazioni o gruppi di studio, studiosi di diversi ambiti delle scienze umane e della filosofia contemporanea, operatori di centri culturali o socialmente orientati.
  • L’obiettivo di questi incontri è duplice: (i) da un lato essi avranno lo scopo di approfondire, attraverso interventi mirati, la conoscenza dell’estensione teorica dell’alterità, (ii) dall’altro di stimolare idee di ricerca e di applicazione progettuale.
  • Partecipazione attiva a conferenze internazionali, con proposta di istituzione di specifiche sezioni parallele (Tracks) dedicate all’alterità o a una delle sue declinazioni. Obiettivo di questa attività è interessare la comunità internazionale e porre il tema dell’alterità come un terreno comune per possibili network.
  • Iniziative congiunte con gallerie d’arte, librerie e/o con altri centri culturali per attività espositive o di documentazione. In particolare, si cercherà di estendere il rapporto fra ricerca artistica e design per individuare possibili modalità in grado di facilitare processi progettuali nei contesti relativi alle alterità.
  • A conclusione della ricerca e come sua estensione si prevede infine di elaborare proposte per ricerche europee.
 

I principali risultati attesi del progetto di ricerca sono tesi a offrire un inquadramento generale sul tema “Design e Alterità”, nelle declinazioni specifiche che la ricerca avrà individuato, secondo l’avanzamento delle conoscenze in una prospettiva interdisciplinare e con l’apertura di una ulteriore ricerca collaborativa. Inoltre, la creazione di momenti di networking trasversali alle sezioni favorisce il dialogo e il confronto diretto sul tema tra i principali attori del sistema e getta le basi per la creazione di sinergie volte all’esplorazione di nuovi ambiti trans-disciplinari.

In sintesi, il progetto, con la sua duplice natura di attività di ricerca di base e attività di produzione scientifica e divulgativa, intende portare contributi di tipo teorico, metodologico, analitico, fenomenologico, operativo in grado di valorizzare e applicare in modo sistematico la stretta interrelazione tra l’elaborazione scientifica dell’alterità e i diversi orientamenti delle discipline del design, con il fine di un ulteriore sviluppo della cultura progettuale.

I risultati attesi sono quindi legati sia allo sviluppo di contenuti (l’alterità come campo di ricerca del design e il design come produttori di strumenti operativi di dialogo con l’alterità), sia alla loro divulgazione e condivisione (networking e pubblicazioni) a livello nazionale e internazionale.

Nello specifico si attendono i seguenti prodotti scientifici:

  • Una piattaforma web di carattere internazionale che operi come strumento di documentazione bibliografica, monitoraggio di esperienze e dibattito sui rapporti fra design e alterità;
  • Una pubblicazione che abbia un carattere sia di ricognizione sia di esplorazione. – Una mostra o evento che coinvolga anche l’ambito delle arti visuali, dove l’indagine sulle alterità e la decostruzione delle identità sono da tempo temi criticamente visitati.